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La donna e la società

La donna nel servizio tramviario

 

L’economista: gazzetta settimanale di scienza economica, finanza, commercio,
banchi, ferrovie e degli interessi privati
, 46(2335) 2 febbraio 1919.
http://www.byterfly.eu/islandora/object/librib%3A175054#page/2/mode/2up


«[…] In generale, invece, si riconosce che il rendimento della donna è minore di quello dell’uomo, ovvero, quando anche sia uguale per un individuo donna in una unità di tempo, tale uguaglianza scompare e il rendimento risulta inferiore, quando si presenta un gruppo di donne in un periodo di lavoro settimanale o mensile […]

Così, nelle officine, gli industriali in generale osservano che la donna se anche alla macchina fa lo stesso lavoro dell’uomo, non è in grado, se si verifica un guasto, di ripararlo come fa l’uomo, per cui, per ogni gruppo di donne, occorre tenere a disposizione un uomo che provveda alle riparazioni.

[…] Occorre abbandonare il principio che sembra eticamente assoluto, ma che è in fatto grossolano a artificioso, della “parità di salario a parità di lavoro”, quando questo rapporto di parità non sussiste, e quando anche la parità di costo di sostentamento dell’uomo e della donna pure non è dimostrabile. Anzi, sta di fatto che, fisiologicamente la donna consuma circa il 20 per cento di quello che consuma l’uomo commisurando il salario dell’uomo a 100 e quello della donna a 80.

[…] In generale l’impiego della donna nel servizio tramviario, quantunque abbia sostituito egregiamente la deficienza numerica, pur tuttavia ha lasciato molto a desiderare nei riguardi della resistenza e della disciplina.
Il dover rimanere lungamente in piedi, il continuo sforzo di equilibro nella vettura in moto, il movimento della stessa, l’orario in parte notturno e l’alternarsi dei turni causarono disturbi all’organismo delle donne.
Alla fine della giornata si notò in loro un’eccessiva stanchezza, a malgrado la concessione di potersi riposare nei posteggi. Si ebbe inoltre un forte numero di giornate di assenza; infatti contro una media mensile di 1 giornata di assenza per malattia per individuo nel personale maschile, la media nel personale femminile salì ad 1,8.
Le malattie alle quali vanno maggiormente soggette le tramviere sono quelle dell’utero, della digestione, delle prime vie respiratorie; inoltre, sovente esse accusano fiacchezza o stanchezza generale […]

Abbiamo in media quattro gravidanze per ciascuna madre (si noti che la maggior parte delle tramviere sono ancora sotto i 30 anni) […]

Circa il 10 per cento hanno accusato, in genere, dopo i primi mesi di servizio, disturbi mestruali, cioè menorragie, con dolori, talvolta forti, da essere costrette ad interrompere il servizio; due casi di aborto in servizio; un caso di parto prematuro.
Una diecina hanno riferito di essersi dimagrite da pochi 53 chili sino a 10, dopo 1-2 anni di servizio; viceversa 6 dichiararono di essersi ingrassate.
Numerosi furono i casi d’influenza, di raffreddori, di geloni alle mani […]

Sono poi da tenersi in considerazione, come concause di morbilità, alcune abitudini poco igieniche di molte tramviere, fra cui l’adoperare la saliva per staccare i biglietti, il frequente mettersi in bocca le monete e le carte-valori nell’atto di dare il resto, il consumare alimenti nell’interno della vettura, senza possibilità di lavarsi le mani».

 

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