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Lo sport e lo svago

Girardengo, i fratelli siamesi e la donna barbuta

Girardengo, «imbattibile come il cannone sul quale appare».
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«Ricordo Girardengo alle prime prove. Il fascino della celebrità non lo circondava. Si parlava di lui come di una delle speranze del ciclismo italiano ma non come la sola delle speranze... Non era ancora suonata la sua ora. Sull’altare vi erano altri nomi di ciclisti che sono stati non meno cari alle folle italiane, se pure non c’è stato ancora alcuno che, come lui, abbia saputo elettrizzarle. […]

Egg, il forte corridore francese, [..], ha dichiarato, con una grande semplicità, di non saper spiegare Girardengo. Anche Egg pensa, come la maggioranza, che il novese non ha competitori, che può aspirare al campionato mondiale. “In salita come in discesa, dice Egg, fa quello che gli piace e nessuno riesce a stare alla sua ruota. Sa fuggire sul piano come sul terreno accidentato. Nel 1914 egli era già un buon corridore. Oggi è un fenomeno”. […]

Uomo fenomeno. Veramente io ho un certo scrupolo nel prestar fede ai luoghi comuni. E tale mi pare quello di voler spiegare le persistenti vittorie del novese con una dichiarazione di incompetenza. A dire fenomeno, è tutto detto, ma non si spiega nulla. Fenomeno!? Anche i fratelli siamesi, la donna barbuta, ecc., sono fenomeni!
A me pare, invece, che parlando del nostro massimo campione si debba dire qualcosa di più e il segreto della sua vittoria occorra cercarlo in fatti che non sfuggano al controllo in forza del ragionamento.

[…] La sua forza non deriva però solo da maggiore prestanza fisica, da una costituzione migliore, da speciali sue disposizioni, da un maggiore e più razionale allenamento; ma anche e sopratutto dal fatto che egli, più di ogni altro, ha saputo prepararsi alla vittoria e rendersene degno con una maggior disciplina fisica e morale. Dalla corsa, con l’intelligenza e l’osservazione, egli ha saputo diventare un tecnico esperto. Ha dominato i suoi muscoli come la sua volontà; ha disciplinato il suo spirito come ha disciplinato il suo corpo. […]

Ed è per questo che io penso che Girardengo non deve essere avvicinato ad un qualsiasi fenomeno, ma si debba riconoscere che la attuale sua forma è il frutto della più saggia e della più intelligente delle discipline sportive».


Il fenomeno Girardengo. La stampa sportiva e l’illustrazione d’Italia, 18(24), 15 giugno 1919.
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