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Lo sport e lo svago

Le razze e lo sport

 

«La violenta scossa che subisce il sistema nervoso all'impressione della spaventosa velocità raggiunta da un automobile, si può davvero paragonare con la curiosità intensa svegliata dalla corsa di due velieri, che devono non soltanto la loro superiorità all'abilità del costruttore navale, deve ancora un poco al caso, giacché il vento, la corrente, lo stato del mare influiscono su di essi in bene od in male tutte le volte che entrano in gara.
Se il popolo che ama le regate non può rassomigliare a quello che si appassiona grandemente alle corse d'automobili, come il popolo francese, a quello che si compiace dello spettacolo truce delle sanguinose corse dei tori, come lo spagnuolo al contrario l'emozione che l'inglese prova davanti la corsa del “Shamrock” […] è certamente la stessa di quella che prova il francese dinnanzi a un “chauffeur” di grido installato sulla sua macchina che divora la via e certamente identica a quella dello spagnuolo quando un Fuentes, torero celebre, assassina con tutte le regole della sanguinaria arte un toro […]

Il piacere è uguale, ma i gusti sono differenti come l'ebbrezza procurata dalla birra e dal vino, risultato analogo ottenuto con mezzi differenti.

[…] Si può quindi ammettere così che il temperamento, il carattere di una nazione possono essere giudicati come quelli dell'individuo, dai diversi gusti e dai piaceri. Un popolo nervoso non si accontenterà dei divertimenti che appagano una nazione più tranquilla, come un uomo vigoroso e muscoloso non vuol saperne di passatempi che diventano [sic] un essere debole e nevrastenico […]

Noi ci troviamo dunque, all'infuori delle corse dei cavalli, dinnanzi a due principali generi il sport: l’uno, lo sport, diremo così, della [sic] acque il quale appassiona l'America, l'Inghilterra e l'Italia; l'altro, l'automobilismo, che diletta specialmente la Francia, abbastanza l'Inghilterra e l'Italia, meno l'America.
Sembrerebbe da ciò che due correnti molto significanti si stabilissero. Le razze che diventano più pigre, più solitarie per la diminuzione della loro popolazione preferiscono restare a casa loro ed il mare che si apre dinnanzi alle loro terre al largo, misterioso ed augurale non le tenta; le razze che vedono la loro popolazione aumentare desiderano invece estendersi all'infuori. Si vede infatti la vicina Francia disinteressarsi a poco a poco del mare, mentre l'Inghilterra viene amandolo ogni giorno di più.

L'educazione vi ha pure la sua influenza. […]

L’automobilista francese è in viaggio ogni santo giorno, ma si allontana poco da casa e dalla soglia, e quando alla sera ritorna alla sua città, è felice di potere gloriosamente esclamare: “Oggi ho fatto cento chilometri”. E li ha fatti davvero, ma quale vantaggio ne ha tratto?... Pochissimo, è quasi come avesse fatto cento chilometri intorno ad una pista.
Più belle, più gentili, più geniali, sono invece, [ci] sembra, le prove del mare. Il primato che l’Inghilterra tiene sulle acque è infatti ambìto da ogni altro popolo […]

Uno sportman che ha viaggiato»

 

La stampa sportiva e l’illustrazione d’Italia, 18(6), 9 febbraio 1919.
http://www.byterfly.eu/islandora/object/libria%3A51800#page/7/mode/2up

 

 

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